Digital Product Passport (DPP): cos'è e perchè è importante
Il mercato del Digital Product Passport si sta strutturando velocemente. Piattaforme, standard tecnici, obblighi normativi: chi lavora nel fashion, nella cosmetica o nel food sa già che il tema non è più rinviabile. Quello che è meno chiaro, e che genera ancora molta confusione operativa, è dove il digitale tocca il prodotto fisico.
È esattamente su questo nodo che nasce la partnership tra CO&IN e Renoon.
Il problema strutturale del mercato
Il panorama attuale del DPP è frammentato in due mondi che raramente si parlano.
Da una parte ci sono le piattaforme software, strumenti evoluti per raccogliere, strutturare e certificare i dati di filiera, composizione dei materiali, impatto ambientale. Renoon è tra le più avanzate in questo spazio: piattaforma di Digital Product Passport riconosciuta dalle Nazioni Unite, con una metodologia solida per la mappatura della supply chain e l’analisi del ciclo di vita del prodotto.
Dall’altra parte ci sono i produttori di supporti fisici, chi stampa hang-tag, etichette, packaging. Chi conosce i materiali, le lavorazioni, i volumi, le specifiche tecniche di stampa.
Il punto critico è che questi due mondi operano separatamente. Un brand che vuole implementare il DPP si trova a dover coordinare almeno due fornitori con competenze opposte, linguaggi diversi e nessuna visione condivisa del prodotto finale. Il risultato è quasi sempre lo stesso: tempi lunghi, costi moltiplicati, e un’integrazione tecnica che rimane a metà.
La normativa aggiunge un livello di complessità ulteriore
La normativa ESPR richiede che ogni prodotto sia identificato da un codice univoco, leggibile, verificabile, associato a informazioni affidabili sulla filiera. Il QR code è lo strumento più accessibile per farlo.
Il problema è che un QR code standard è copiabile in pochi secondi. Chiunque può replicarlo e associargli informazioni false. In un sistema dove il brand si assume la responsabilità legale di quello che dichiara, verso i clienti finali, verso gli azionisti, verso le autorità di controllo, questo è un rischio che non può essere ignorato.
Serve autenticazione fisica. Serve che il supporto che porta il QR code sia esso stesso impossibile da replicare.
CO&IN e Renoon: due competenze, un unico flusso
La partnership tra CO&IN e Renoon nasce per chiudere questo gap.
Renoon gestisce il layer digitale: raccoglie e struttura i dati di filiera, genera il Digital Product Passport conforme ai requisiti ESPR, mantiene le informazioni aggiornate e verificabili nel tempo. È lo strato software che dà contenuto e compliance al passaporto.
CO&IN gestisce il layer fisico: progetta e produce il supporto, hang tag, etichetta, sigillo, packaging con alcune tecnologie di autenticazione integrate in fase di stampa. Non aggiunte dopo, non applicate come strato esterno: progettate insieme al supporto, nel flusso produttivo.
Il risultato è un sistema in cui il QR code che compare sull’etichetta non è un codice qualunque. È un sistema di autenticazione impossibile da replicare, verificabile in tempo reale, collegato a un passaporto digitale strutturato e conforme.
Un solo brief. Un prodotto finito. Nessun fornitore da coordinare nel mezzo.
Perché il supporto fisico non è un dettaglio
C’è una tendenza, nel dibattito attuale sul DPP, a trattare il supporto fisico come un elemento secondario, quasi un contenitore neutro su cui applicare la tecnologia. Non è così.
L’etichetta o il hang tag sono il primo punto di contatto fisico tra il brand e il cliente finale. Sono il momento in cui il prodotto viene toccato, esaminato, giudicato. Un supporto esteticamente inadeguato o tecnicamente approssimativo non è solo un problema estetico: è un segnale che il brand ha gestito il DPP come un obbligo burocratico, non come un’opportunità.
Quando il supporto fisico è progettato correttamente, con materiali coerenti con l’identità del brand, tecnologia integrata in modo invisibile, esperienza utente fluida, il passaporto digitale smette di essere un requisito normativo e diventa uno strumento di relazione con il cliente. Un canale di autenticazione, di storytelling, di raccolta dati lungo il ciclo di vita del prodotto.
Il sistema
L’ecosistema che CO&IN ha sviluppato integra in un unico flusso produttivo più livelli di tecnologia, selezionati e combinati in funzione del settore, del volume e del livello di protezione richiesto.
La partnership con Renoon garantisce che il layer digitale sia altrettanto solido: dati strutturati, filiera mappata, passaporto aggiornabile nel tempo senza modificare il supporto fisico.
Una nota sulla compliance
Il DPP diventerà obbligatorio nel tessile a partire dal 2027. Cosmetica e altri settori potrebbero seguire. Chi si prepara oggi ha il tempo di farlo in modo strutturato, con la possibilità di testare e ottimizzare prima che diventi un requisito.
Chi aspetta gestirà un’emergenza. Con i costi e le approssimazioni che ne derivano.
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